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Handmade Jewelry - Gioielli fatti a mano
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28/04/17

Genesi del ciondolo ad embroidery

Creare qualcuno di completamente nuovo non è mai semplice. Certe volte può essere un lavoro semplice e veloce, altre volte bisogna rimuginarci più e più volte. Quest'ultimo caso riguarda il mio ultimo ciondolo realizzato ad embroidery, cioè ricamando le perline. Era il lontano settembre 2016 quando ho iniziato a crearlo e l'ho finito solo pochi giorni fa.

Per prima cosa ho iniziato incollando il cabochon (una goccia di agata) su una stoffa e ho iniziato a ricamare le perline tutto intorno. Quando faccio l'embroidery non ho mai una idea precisa di cosa fare, creo mentre faccio sostanzialmente! L'unica certezza che ho riguarda il colore, scelgo a monte i colori da abbinare alla pietra e poi vado avanti seguendo la creatività del momento!

A fine settembre, la creazione era così ma non mi entusiasmava. Qualcosa sì, qualcosa no e mi sono stoppata per mesi. Più lo guardavo e più mi dicevo che dovevo studiare meglio l'idea finale... una idea che in realtà non avevo chiara, sapevo però che quello che vedevo non mi rendeva orgogliosa del lavoro fatto. Così l'ho accantonato per molti mesi, in attesa di ritrovare l'inspirazione giusta. Ogni tanto tornavo a guardarlo e non riuscivo a farmelo piacere.
Passano i mesi...

Riprendo il ciondolo solo qualche giorno fa e decido di mettermi a lavoro! Inizio a scucire alcuni giri di perline che non mi piacevano affatto. So che scucire un lavoro fatto per molti è un piccolo infarto, tuttavia continuare a guardare un lavoro fermo perché non ci piace o non ci convince credo sia decisamente peggio.
Scucio, sistemo, aggiungo, rielaboro tenendo conto di quello che mi piaceva ma che avevo dovuto scucire per levare altro... e arrivo alla fine. Fodero il retro del medaglione con altre perline ed ecopelle. Aggiungo un nastro di organza e un cordoncino abbinati ai colori della pietra e delle perline, in modo da rendere più elegante e raffinato il gioiello. Una catena, a mio parere, che avrebbe fatto troppo contrastato e svalutato la bellezza di simile lavoro.


Et voilà, gioiello ultimato dopo tantissimi mesi. Se ti piace il ciondolo, puoi trovare i link diretti dei miei negozi cliccando qui.
Questa storia la racconto perché creare significa sapere quando si inizia ma non sapere quando la creazione verrà ultimata per davvero! Talvolta l'inghippo si risolve in poche ore, in pochi giorni, certe volte in molto più tempo. Non è certo la prima creazione che avevo in stand-by, ne ho ancora tante altre che per i motivi più disparati non mi piacciono o non mi convincono.

Creare non è mai una storia semplice :D



19/09/16

Rivoli: impariamo a conoscerli

(forma del rivoli)
Partiamo da una informazione di base: che cos'è un rivoli. Il rivoli è una forma di cristallo conica alla base (quasi sempre rivestita di una patina) e appuntita sul davanti come se fosse un diamante. Ad alcuni ricorda anche la classica forma degli U.F.O cinematografici!
I rivoli di maggior pregio sono quelli Swarovski e il perché è semplice: il taglio e la luminosità sono difficilmente imitabili al 100%. E anche il prezzo, incidono parecchio per le creazioni in cui se ne devono usare tanti.

Per noi creative è impossibile poter usare i loghi "Swarovski Elements" nelle nostre creazioni, pur usando componenti Swarovski, perché è proprio l'azienda madre che non vuole, per cui l'unica opzione è semplicemente dirlo al cliente a voce o scrivendolo nelle inserzioni. Mi rendo conto che si parla di fiducia tra compratore e venditore, tuttavia il cliente può comunque tutelarsi un minimo. Come? Conoscendo il vero cristallo.
Esistono delle differenze tra un vero cristallo Swarovski e uno di vetro e vi elencherò quelle più visibili.

(lucentezza tra rivoli in vetro e cristallo)
La prima differenza è sicuramente la lucentezza. Esistono in commercio delle ottime imitazioni che, però, non hanno la stessa brillantezza del rivoli Swarovski. Se siete andati in un negozio Swarovski, capirete di cosa sto parlando. Le imitazioni, tuttavia, hanno una ottima resa e fanno ugualmente scena, specialmente le colorazioni più chiare. La differenza più visibile in foto è sicuramente per la coloraziobne Crystal perché lì gioca tanto la luce riflessa: potete notare la differenza tra il rivoli di vetro a sinistra e quello Swarovski a destra. Rimane il fatto che le imitazioni fanno molta luce e, se non c'è un confronto diretto come adesso, non ci si fa caso.


(differenze sul retro)
La seconda differenza riguarda la patina del retro. Il cristallo Swarovski ha un retro con una patina satinata color bronzo (rivoli a destra). Tutte le imitazioni hanno dei retri di colorazioni diverse e in certi casi non sono neanche satinate. Le imitazioni di vetro da me provate presentano, nella stragrande maggioranza dei casi, patine argentate (satinate come potete vedere dalla foto o anche lucide), nel caso dei rivoli in acrilico, di cui parlerò a breve, la patina è satinata ma più dorata che bronzo (rivoli in alto a sinistra).


(differenze di spessore)
Terza differenza riguarda lo spessore. Questa è una caratteristica che difficilmente si può vedere perché in genere il rivoli viene sempre incastonato in una creazione e quindi i bordi sono coperti, ci sono tuttavia delle creazioni che lasciano intravedere lo spessore. Lo spessore del cristallo Swarovski è di pochissimi millimetri (rivoli a sinistra), mentre di una imitazione è decisamente visibile. Nel caso di un rivoli in acrilico, lo spessore è tanto quanto quello Swarovski se non praticamente senza spessore.



(differenze di colorazione)
Quarta differenza sono le colorazioni. Questa è una caratteristica abbastanza difficile perchè si basa tanto sulla memoria e sulla pratica di colorazioni Swarovski. In linea generale le differenze si discostano poco, di una o due gradazioni di colori che solo chi è del settore nota (foto a destra). Esistono, però, delle colorazioni praticamente identiche (come testimonia la foto in basso) che rendono il riconoscimento più impegnativo. In queste due foto, il rivoli Swarovski sta sempre a destra rispetto al rivoli in vetro. Infine, per quanto riguarda la mia esperienza, ho potuto constatare l'esistenza di colorazioni anche molto diverse, ma altrettanto belle.

 



(rivoli in resina)
Poco sopra ho accennato ai rivoli in acrilico. Sono rivoli che come forma sono uguali in tutto e per tutti agli Swarovski, ma presentano alcune differenze. Sono molto più sottili, leggeri e hanno un prezzo irrisorio. Al tatto ci si accorge subito che sono in acrilico ma vi assicuro che incastonati per benino, fanno la loro bella figura in una creazione. Personalmente preferisco sempre il vetro anche perché mi piace giocare sulla luce, tuttavia ci sono colorazione in acrilico che non riesco a trovare in vetro e che della Swarovski (seppur non uguali) sono esageramente costose. Le colorazioni di cui vi parlo sono quelle opalescenti come da figura accanto. Ho anche preso due colorazioni "tradizionali" per prova e che mi piacciono molto. Sebbene la luminosità del vetro sia ben diversa., non sono affatto delusa. Uno dei pro dei rivoli in resina è che, nel caso di lavorazioni importanti come ad esempio alcune collane un po' rinascimentali, si riduce molto il peso della creazione e quindi la stessa collana, ad esempio, non diventa fastidiosa da portare.

Rivoli, rivoli e ancora rivoli. Il segreto del loro successo è senz'altro il gioco di luci che si crea in una incastonatura fatto di perline o altri componenti simili. Si costruisce una "gabbia" di perline intorno al rivoli e poi si gioca con forme e colori. Inoltre i rivoli hanno grandezze diverse che aiutano tanto la creatività!

(alcune dimensioni di rivoli)
Nei miei negozi troverete tante creazioni con i rivoli, sia nella categoria orecchini, che in quella dei ciondoli e anche anelli. Non escludo di ampliare la categoria con collane e bracciali! Specifico sempre che tipo di rivoli uso: se Swarovski, vetro o acrilico, è una cosa alla quale tengo particolarmente!


E siamo giunti alla fine, dopo questa lunga carrellata di rivoli.
Spero che l'articolo sia stato interessate e vi abbia potuto aiutare a dissipare alcuni dubbi.
Alla prossima!

06/03/15

Tecnica di tessitura peyote: ABC, consigli e w.i.p.

Quando riesco a ritagliarmi un po' di tempo libero, mi piace sperimentare nuove tecniche creative perché non si finisce mai di imparare e perché allargare i propri orizzonti creativi fa bene all'umore. Ultimamente mi sto cimentando con la tecnica peyote.

Ma che cos'è la tecnica peyote?
Orecchini triangolo peyote di La pietra blu di Avalon
E' una tecnica di tessitura in cui, grazie ad ago e filo, delle perline vengono "cucite" tra loro tramite incastri.
 L'origine di questa tecnica risale ai nativi indiani d'America e veniva utilizzata per varie decorazioni, non solo gioielli come oggi, durante il rito del peyote. Si tratta di un rito religioso in cui gli sciamani usavano l'omonima pianta, ritenuta sacra. La caratteristica di questa pianta è che, se ingerita, provoca effetti allucinogeni come distorsione delle percezioni sensoriali, visioni colorate e geometriche. Ho letto che alcuni credono che tale sostanza fosse ingerita anche dai primi esecutori di questa tecnica e, in effetti, visto i disegni e i colori di molti oggetti a tecnica peyote è abbastanza facile crederlo. Non v'è certezza in questo, ma anche io, nel mio piccolo, ritengo che possa essere stato molto probabile. Chiudo qua la parentesi storica-gossipara e torno alla tecnica!

La tecnica peyote è, quindi, una tecnica di tessitura delle perline. Praticamente si tratta di un effetto a righe sfalsate: la perlina del secondo giro si incastra tra le due perline del primo giro. Per risultati migliori ed esteticamente belli, è necessario usare delle particolari perline di vetro, cioè delle perline che abbiano tutte la stessa dimensione e forma. Con il peyote si possono fare moltissimi schemi, dai bracciali di forma piatta, a inserti geometrici tridimensionali, al rivestimento di perle legno, a incastonature e così via.